mercoledì 12 gennaio 2011

Indietro tutta

"Avanti popolo". A Roma, una grande mostra sul PCI: è abbastanza bella, ma quando finisce sei costretto a dire che fa cagare.

Prenotando la visita online, dalla biglietteria ti fanno anche sapere quando è possibile andarci senza il rischio di incontrare Veltroni.

La guida audio della mostra è in varie lingue: italiano, inglese, spagnolo, tedesco, vendoliano.

Dopo l'ingresso, il percorso della mostra si snoda in varie direttive.

Si passa attraverso la svolta della Bolognina: come il PCI reagì alla caduta del muro. Finendoci contro.

C'è anche uno spazio dedicato al PD: i bagni.

Tantissimi i documenti cartacei: gli interventi di Berlinguer, i verbali delle riunioni, copie di giornali, la prima tessera, i quaderni di Gramsci, le rotte di D'Alema.

All'uscita, ai visitatori viene consegnato un modulo per fondare il proprio partito comunista.

Pare volessero esporre anche la bara di Berlinguer. Ma non stava fermo un attimo.

L'aria fra le dita (cap. 1)

Agnese Skujina, Le mani di Maloa, olio su tela, 100x100, 2010

 Un anniversario si avvicina e per onorare quell'anniversario comincio a riproporre qui il racconto che scrissi, anzi che mi venne fuori da dentro, in quell'occasione. Ok, è di seconda mano, ma è qualcosa a cui tengo.

In quel momento ripensò alla sua scena preferita de “I cento passi”. Quella in cui Peppino decide di terminare la sua occupazione solitaria di Radio Aut. Mentre abbandona la sede della radio, incontra uno dei figli dei fiori che erano stati la causa di quel gesto. Il ragazzo gli dice di capire il motivo di quello che aveva fatto, ma che non avrebbe dovuto occupare la radio, perché quella radio non era sua. Peppino allora gli risponde che per farsi sentire, qualche volta, bisogna alzare la voce. E’ qui che sbagli, gli dice il ragazzo, perché se alzi la voce fai vedere che stai male, che hai paura. Non ti fai sentire, non ti fai ascoltare.

A volte, pensò lei, ancora più giusto è il silenzio. Sentiva le vene del collo pulsare e le mani irrigidirsi, ma non veniva fuori niente. Cosa puoi dire davanti ad un omuncolo annebbiato da se stesso e dal suo potere, pieno della sua totale mancanza di senso dell’altro, che delira sulle possibili mestruazioni di una povera disgraziata in coma vegetativo da 17 anni. Puoi solo compatire la profonda solitudine della mente che aveva generato quel concetto. Pensò a lei in quel letto con la bocca immobile e serrata, senza capelli, rannicchiata. Un senso di calore le invase il ventre e si passò una mano fra i lunghi capelli, capendo di non essere lei.

Si alzò, spense il televisore, finì il suo caffè e, prima di uscire, fece capolino nella stanza. Sandro dormiva ancora profondamente. Nel sonno, il suo corpo esprimeva possenza e quell’arroganza maschile che da sveglio aveva imparato a mitigare. La parte superiore della schiena era leggermente incurvata, sovrastando il cuscino. Il braccio con cui la aveva tenuta avvinta fino a mezz’ora prima era rimasto nella stessa posizione, a segnare il territorio. Solo il volto, imbronciato, quasi risentito, trasformava il rispetto che incuteva quel corpo in amore. La luce del sole filtrava dalle serrande e la finestra, leggermente aperta, non aveva assolto al suo compito, lasciando nella stanza gli odori e l’eco dei gemiti di poche ore prima. Quella notte si erano amati guardandosi negli occhi, di dolcezza consapevole, un dono, una fortuna, un’occasione che non la vita, ma loro stessi erano capaci di regalarsi. Non sempre. Per fortuna.

Si girò tornando sui suoi passi, i passi che faceva ogni mattina, e uscì di casa, convinta di non averlo mai fatto prima.

Il sole primaverile, un cielo stranamente terso e quell’aria avvolgente, quel tipo di aria che ti fa sentire bene ma anche che ti stai perdendo qualcosa, restituirono forma al suo corpo. Decise di non ascoltare musica quel giorno e camminava a passo lieve guardando le persone sul marciapiede dell’altro lato della strada apparire e scomparire dietro le colonne dei portici, senza chiedersi, come invece faceva sempre, quale mai fosse la loro direzione. Lieve, non pensando a quello che era successo poco prima.

martedì 11 gennaio 2011

Il punteruolo rossoblu

La palma che occupa il posto centrale nel quadro di Agnese qui a sinistra non esiste più nel giardino di Specchia. Cadde tristemente vittima del famigerato punteruolo rosso (Rhynchophorus ferrugineus), coleottero curculionide. Più semplicemente nu strunz.
E' l'angelo sterminatore delle palme (in particolare della specie canariensis) nel bacino del Mediterraneo. Non si riesce ad arrestarlo perché è estremamente resistente, si sposta anche nel raggio di km ed è prolifico: ciascun punteruolo arriva a deporre fino a 300 uova.
Le uova si schiudono sulla corona delle palme, le larve escono ed iniziano a divorare letteralmente dall'interno la palma. In fase avanzata lo spettacolo è agghiacciante: i rami affievoliscono, si seccano, cadono, il tronco avvizzisce fino poi a cadere. La sezione dei rami, a guardarla, sembra trapanata da un Black&Decker. Una tristezza infinita.
Non si potrà fermare. O almeno così dicono. Nel giro di pochi anni le palme canariensis saranno un ricordo. Poi forse toccherà alle altre specie, per ora attaccate sporadicamente.
Il Salento è un campo di battaglia, con centinaia e centinaia di alberi divorati o incappucciati nel tentativo di salvarli. A Roma ho visto una morìa incontrollata. Mi dicono sia così anche a Pescara e praticamente ovunque ci siano palme.
C'è solo un posto, una città che finora era rimasta immune nonostante sia piena, stracolma di palme. Anche se ora pare stiano emergendo i primi casi anche qui, anche a Taranto.
Però mi sono chiesto: perché a Taranto arriva solo ora, con enorme ritardo rispetto ad esempio alla provincia di Lecce ma non solo? Perché, nonostante tutto e per fortuna, le meravigliose palme del lungomare sono ancora intatte? Le ipotesi sono tre.
O l'amministrazione ha messo in atto misure preventive molto stringenti. Ma non so perché, ho il leggerissimo sospetto che non sia così.
O il punteruolo rosso è in realtà un punteruolo rossoblu e ha a cuore la città dei due mari, dalla quale si è tenuto lontano finché ha potuto.
O forse il punteruolo è nu strunz ma non è nu fess. E l'aria di questa città non gli piace proprio.



p.s.: la palma in basso a sinistra nel quadro l'abbiamo salvata. Per il momento.
p.p.s.: questo post non ha nessun preteso valore scientifico di ricerca, ma di semplice, amara, doppia constatazione.

domenica 9 gennaio 2011

La stele di Resetta

Modena, la Lega propone una stele per ricordare i nazifascisti. Ok, però ci scriviamo Merde.

Radio Padania sbarca in Salento. I primitivi di Manduria.

Facebook vale 50 miliardi di dollari. A cosa stai pensando?
(feat. marissa)

USA, l'auto elettrica fa flop. La sedia costa meno.

Dan Peterson torna ad allenare a 75 anni. Mamma, butta il semolino.

Paola Cortellesi, 65000 euro a puntata per Zelig. Per quella cifra lo vedrei anch'io.
(feat. darlene alibigie)

...

Scongiurato il blocco informatico nei tribunali: per fortuna, dal 7 gennaio la giustizia ha ricominciato a bloccarsi per i soliti motivi.

La notizia in effetti e' sorprendente: i tribunali hanno dei computer.

L'ANM aveva paventato "una paralisi complessiva del sistema". Poi era passata alle ipotesi peggiori.

L'ANM: "E' una soluzione tampone: resta solo da scoprire a quale altra voce di bilancio sono stati sottratti i fondi". Lo scoprirete aprendo quel sollecito dell'Enel.

"C'era qualcuno che tifava per lo sfascio", ha detto Alfano ringraziandolo per il supporto.

La situazione comunque sta tornando alla normalita'. Me l'ha detto mio fratello magistrato tramite il suo piccione viaggiatore di fiducia.

...

Distrutto l'appartamento del ministro Rotondi: e' costretto a vederlo ogni giorno. 

La casa di Rotondi e' stata messa a soqquadro da ignoti. Per osmosi.

Le forze dell'ordine inizialmente non riuscivano ad entrare, poi ce l'hanno fatta: "Sembrava uno scherzo". E invece era proprio Rotondi.

Gia' in passato le abitazioni del ministro erano state visitate da ladri. In precedenti vertici di maggioranza.

...

Scomparsa di Yara, spunta una lettera anonima. Nel bergamasco ora il cerchio si stringe: si cerca qualcuno che sappia scrivere.

La polizia scientifica ha rilevato le impronte digitali sulla busta: nei guai un agente della scientifica.

...
Usa, strage durante un comizio. E' stato il momento piu' sobrio.

L'ennesima strage da arma da fuoco fa ripiombare l' America nel terrore: occorre armarsi di piu'.


Deputata pro aborto gravissima: per i medici non potra' superare i 3 mesi.
(feat. flog)

Gabrielle Giffords e' stata una delle artefici della riforma sanitaria. Ora potra' ammirarla da vicino.

La deputata era sulla black list di Sarah Palin. Insieme al resto del mondo.

...
Arrivano le cheerleaders juventine. Sono dei comunissimi guardalinee.


p.s.: solita mancanza di accenti causa pc straniero
p.p.s. : il titolo e' feat. Asc







giovedì 6 gennaio 2011

Riabituarsi

Ci sono domande che ti fanno secco. 

Per anni non ci hai fatto caso, dando risposte in automatico. Eri bambino, al massimo un ragazzo.

Poi, per anni, non le hai dovute subire, se non saltuariamente. Erano diventate episodi e come tali potevano essere messi da parte abbastanza velocemente, con una battuta o un motto di spirito.

Ora sono di nuovo la regola. Provvisoria, ma sempre regola.

Tu stai li, seduto col culo che scivola a malapena sul cuscino della sedia, burpeggi e tieni le mani sulla pancia calda e indaffarata. Senti la papagna arrivare. Davanti a te, una tavola imbandita e consumata, con la fatica del gusto.

A quel punto arriva la domanda, leggera come una farfalla e pungente come un'ape (cit.). Sai che sta arrivando ma non ci puoi fare nulla, tramortito come sei. L'unica azione consentita e' strabuzzare gli occhi. E un conato.
La domanda arriva: ineluttabile e affilata come un coltello, dagli occhi fissi, allucinati e maniacali di tua madre:

"E per domani a pranzo cosa ti cucino?"
Conato.

E per il pranzo del 29 aprile?

E per il 5 giugno?

E il giorno del mio funerale, cosa vorro' mangiare?

lunedì 3 gennaio 2011

Pizzicato

Berlusconi indagato a Lecce, ma la notizia non e' certa. Almeno non quanto il reato.

Sarebbe indagato nell'ambito della vicenda Alitalia. Ma se fu un affarone!

Si ipotizzano insider trading, aggiotaggio, truffa. Ah, sono reati in Italia?

L'esposto e' partito da un avvocato danneggiato dalle dichiarazioni del premier, dopo aver acquistato azioni Alitalia. Cosi impara.

In pratica, a causa delle parole del premier, l'avvocato avrebbe perso 500000 euro. E come la mettiamo con i miei vent'anni di vita?

Il governo Prodi stava per firmare un ottimo accordo con i francesi. Poi ci penso' Berlusconi a ricordarci che la mamma di Zidane e' una puttana.

All'epoca la Consob interveni' prontamente. Raccogliendo la saponetta.

La vicenda ora potrebbe avere risvolti inquietanti: Ghedini a Lecce.

...

Borsa. Il titolo Fiat si sdoppia: in effetti per comprarlo devi aver bevuto molto.

(Due titoli per la Fiat. Ma la donna e' sempre sotto il terzo)

Questi i nomi dei due titoli: Fiat Spa e Fiat Diversivo.

Il titolo Fiat Spa e' stato quasi subito sospeso per eccesso di volatilita'. Delle madonne.

Il doppio titolo ha in realta' riscosso grande interesse. Non vedi come volteggiano nel cielo?

Alto il volume degli scambi. Nonostante cio', lo scarico funziona ancora.

''Dobbiamo valorizzare ogni nostro diifferente business'' ha detto Marchionne, annunciando la quotazione in borsa di sua madre.

"Non potevamo continuare a tenere insieme settori che non hanno nessuna caratteristica industriale in comune". Tipo la Fiat e le automobili.

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Arriva in commercio il preservativo di lusso: non ferma lo sperma, lo fa sentire inadeguato.

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200.000 in piazza per Baglioni. Quando bastava cambiare canale.

In 200.000 in piazza a cantare Baglioni. Dai che la Gelmini stavolta la ritira la riforma.

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Tragedia in autostrada: l'ex-difensore juventino Carrera travolge e uccide due ragazze. Rivediamo.

Le ragazze non erano morte sul colpo. Poi e'arrivato Montero.

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D'Alema: "Berlusconi non si presenta al Copasir. In un paese normale cio' susciterebbe reazioni". E vabbe'.

p.s.: non fate caso agli accenti, ho scritto da un pc straniero incomprensibile.